"Colori d'altre terre"
Stefano Drakul Canepa
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Voli d'ambra
le cose che sognavo
erano terre
Non vendetemi mai speranze usate,
né parole da nascondere nel buio
perché già ho saputo amare l'alba
ed i primi raggi erano ombre vane.
Non crediate di soggiogare il cuore,
le ginocchia hanno ferite ancora aperte
solo perché sono caduto in volo,
mentre tremavo il sole ed altre stelle.
Ho sempre amato gli angoli scuri
ed anche se gli sguardi erano sogni
io non perdevo il tempo del ricamo.
Disegnavo un volto fra gli spazi vuoti.
Non toglietemi altri giorni d'inverno,
le stagioni che ho perduto sono sfide
e mille foglie son cadute nell'attesa
di cuori e tenebre ancora da violare.
Ho sempre amato i colori d'altre terre.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (3)
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Gentiana Marika12 novembre 2012
Lo stile poetico dell'autore emoziona sempre ... in questa poesia si percepisce bene come la luce entra sempre in quelli spazzi semiaperti che trova per poter illuminare la tenebra che ricama sogni e desideri, scavalcando dolore e amarezza e guardando verso un cielo di coraggio. La seconda strofa trovo sia di una forza e potenza uniche. Complimenti!
Donatella Pezzino12 novembre 2012
Colori autentici dove l'anima può librarsi in volo e ritrovare sè stessa... una lirica che ho letto con grandissima emozione.
Laura Maira12 novembre 2012
Amare colori d'altre terre, desiderare di più, forse l'infinito, sognare altri mondi... questo è di un animo profondo, anche se ciò può significare cadere in volo e perdersi tra le ombre. Molto bella e toccante, intensa. Complimenti, molto apprezzata



