Cupola d'infinito
Nicolina Macari
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* * *
Eccomi cupola d'infinito
cancella quell'ultima impronta
voglio guardarti dove tu baci il mare
e sferzate dorate ti scintillano
il mio greve
ora è divenuto colle stanco
palpebrante d'amarezza
sotto un palato febbrile
è concavo, tempesta gli arti
inciampa nel frignare della pioggia
dove le nubi appoggiano
ferme di correre
mi cerco tornante fiorire da quel
confine disfatto
nel tuo drappeggio mi sollevo
perché io possa
palpitarne dalla tremula radice
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Commenti (4)
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giovanni bagnariol13 novembre 2012
Profonda introspezione in armonia di versi e immagini molto suggestive, attraverso la quale la poetessa abbraccia, nella ricomposta trama dl suo io, squarci di "infinito".
Donatella Pezzino13 novembre 2012
Voglia di ricongiungersi all'essenza infinita del cosmo che rende luminosa l'anima e ne guarisce ogni ferita. Davvero splendidi questi versi introspettivi e raffinati che abbracciano l'immenso.
Giacomo Scimonelli14 novembre 2012
profonda introspezione che viene verseggiata in eleganti e scorrevoli versi...
Duilio Martino14 novembre 2012
Una profonda introspezione in versi ben strutturati... ricerca di quel che resta di se sotto una cupola d'infinito... Molto bella davvero e fine direi! Complimenti! F*S



