Dentro un cerchio, punto!
Rivolgersi, ascoltando sciabordii
di un oceano immaginario,
da una conchiglia alla deriva,
che nella risacca ti cheta cullandoti,
che accarezza i piedi bagnandoli mentre li tocca, è restare accovacciato fetale nel limbo
organizzando una vita letale.
Sei così contento uomo, maschio o femmina che tu sia
di avere nel tratto di unione
quella che è conseguenza del tempo,
quella che indicano come assunto,
quella che lasci agli occhi di pochi,
quella compresa tra te e un passo davanti.
Troppo poco per tutto l'universo
quel cerchio che segna l'insieme,
il tuo puntino esistenziale,
troppo poco per comprendere
in mezzo chilo di grigia
tutto ciò che è al di fuori di quel cerchio.
Presta attenzione ai posti intorno occupati
in una tavola tonda
ci si siede in tanti
e qualche volta usa la ghironda e canta!
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Commenti (1)
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Patrizia Ensoli14 novembre 2012
A che serve cercare il senso... se non si è capaci di cogliere l'essenziale... Forse, il " senso della vita " sta giusto in quelle piccole cose che puntualmente ci facciamo sfuggire... Questo io ho sentito leggendola!!
