L'ora dei rimpianti
Giuseppe Boccanfuso
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Hai violentato il mio sorriso con lacrime amare
rubandoti gli anni migliori di chi non sa aspettare
hai svenduto la mia sensibilità al miglior offerente
comprando il silenzio del perdente
ed ora lasci bianchi ricordi sciupati dai rimpianti
barattati con distratti passanti.
Ero un fiume in piena ed ho tracimato
e non c'è perdono per chi non è perdonato
e tu non lo sarai né come speranza e ne come ricordo
l'alba arriverà come sempre racchiusa nel bordo
incerta come una chiusa poetica ad effetto
ed il finale sarà riscritto da come sarà letto.
Facinorosi erano i miei vent'anni di lunghi capelli
si specchiavano con la pretesa di apparire belli
incartati e poi fumati senza rispetto alcuno
tanti sogni da cullare per tornare poi con nessuno
due punti e a capo, riscrivo la storia
fu sconfitta oppure vera gloria?
Tempo che non sei galantuomo
abiti da donna in un corpo di uomo
sfili con maschere carnevalesche
traditore come gli ami celati nelle esche
hai una ruga per ogni ribellione
doni la libertà travestita da prigione.
©
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L'autore
Giuseppe Boccanfuso
Mi chiamo Giuseppe e sono nato a Napoli in un caldo mattino del 24 agosto 1962.......scrivo per diletto da quando avevo 13 anni........ed ora sono un tutt'uno con la poesia e le sue emozioni, il resto?????.........è la vita che scorre piano con le sue gioie ed i suoi dolori.
Commenti (1)
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Miriam Badiani19 novembre 2012
Una riflessione molto amara, a tratti straziante, vista con gli occhi della maturità. Quando la poesia parla di vite e piani che si intersecano ed è di per sé l'unica alba certa e possibile.

