L'ultimo mio giorno da innocente
Taoco Glotami
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vuotai di sentimento il mio paniere
usai senza pudore le mie mani
banchettando
a un tavolo imbandito di menzogne
per festeggiare
l’ultimo mio giorno da innocente
ingoiai senza masticare
bocconi come il fiele
rimasti vivi dentro alla mia misera coscienza
con uno scatto
immortalai il momento
su cui ogni tanto
lo sguardo mio s’appoggia
per ricordarmi com’ero
prima di non esser più me stesso
alla fine del mio pasto
congelai per sempre il mio sorriso
e iniziai questa mia corsa
su questa strada fatta di foglie grigie
cominciando lì
quel giorno
a recitar la mia commedia senza sdegno
©
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L'autore
Taoco Glotami
la poesia non è un lucro, adattato all'apparenza, si scrive per essere e non per apparire...
Commenti (2)
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Nino Vicidomini20 novembre 2012
Commediografo che non sei altro. Si ravvisano divergenze in quanto scrivi. Recitiamo?
Antonella Scamarda20 novembre 2012
Quanto scrive l'Autore è una cruda analisi di ciò che la vita, quasi sempre, ci impone di fare... una recita! La divergenza sta negli occhi di chi, a sua volta spettatore/attore, finge di non sapere che recita la stessa commedia e assurge al ruolo di spettatore/giudice... fosse almeno un bravo critico d'arte!!!!


