"Bambola rotta"
Stefano Drakul Canepa
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occhi di vetro
e porcellana rotta
bugia d'estate
Bambola rotta dalle ali spezzate,
forse cercavi un vento di sorgente
o forse i fili delle fate tessuti a perla,
le favole di fiume che la gente inganna.
Eppure eri la più bella quell'inverno,
fiore di porcellana che sbocciava piano
sui lividi lasciati crescere nei campi,
spighe d'amore che la neve nascondeva.
Cotone nero di pezza sulle vesti,
batuffolo di pane per le mattine fredde
e il gesto di una cucina tenuta a lucido
col fragore delle mani tese alla preghiera.
Bambola fragile dalle caviglie sottili,
forse cercavi i racconti delle nonne
quei cavalieri senza macchia che volavano
fra i tramonti viola delle valli del nord,
quando il sole era ancora acceso.
Eppure eri la più bella, anche d'estate.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Laura Maira21 novembre 2012
A volte le grandi donne non vengono apprezzate come meriterebbero, quelle che lavorano per la famiglia, quelle che nascondono le lacrime dietro un sorriso, quelle che si sacrificano e pregano... E basterebbe poco, basterebbe l'amore per non renderle solo bambole rotte. Complimenti, molto bella e profonda e che si presta a svariate riflessioni.
Miriam Badiani26 novembre 2012
Profonda e tristemente bella questa metafora sulla donna, un fiore di porcellana frantumato dalla vita. Il tutto tessuto di immagini pulsanti, nel cuore. Complimenti.


