"Bave di giada"
Stefano Drakul Canepa
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le poche cose
sporcate dalla notte
fra labbra rosse
Sulle bave di giada avevi ricordo,
tempo ingordo di tutte le cose
oltrepassate a spira d'inverno
per non rubare sogni al tuo seno
Su ciglia nere una goccia sporca,
lamina di creta da plasmare in due
(sempre che corda non spezzasse)
fra le poche rive sconosciute ai più
Rimmel usato, fragile orgoglio
in crema di promessa. Forse, ora,
la stessa fotografia già scattata
tante volte in riflesso di mare.
Dove l'orizzonte non può andare
e le labbra sfioriscono pian piano
senza un'onda accarezzata a lembo
Le uniche parole sono memorie.
Spore di buio che il vento uccide.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
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