Il mio amore per te

giunge da lontano
sotto il cielo plumbeo di novembre
il suono inesplicabile di suadenti melodie
sommesso lamento del mio amante abbandonato
non siamo soli
a vagare
tra i giorni ruvidi dell’inverno
volteggiano nell’aria le mani morte
tra la brina ghiacciata e la terra vergine
sa di lacrime e di amplessi
la lingua morbida,
umida,
calda
sulle screpolate nocche
quando ti vedrò ancora
senza proferire parole
conoscerai la ragione di ogni ragione
il perdono che non ho contemplato
per non dimenticare che perdutamente ti ho amato
©
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L'autore
Eirene
"Così breve é il nostro Cammino in questo sogno. Il mondo di una rosa. Ma noi lo rendiamo Immenso Con soste di lunghi dolci baci Sulle foglie aperte." (XV sec.a.C.)
Commenti (2)
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alessandro mazzeo23 novembre 2012
Torno a leggerti con piacere, immergendomi in questi versi pieni di dolore che scorrono veloci, nel tuo stile da inghiottire tutto d'un sorso
g
giovanni moi25 novembre 2012
Per non dimenticare che perdutamente ti ho amato: bella e piena di suggestioni

