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Sociale 24 novembre 2012 · lettura 1 min · 1480 letture

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Daniele Piredda 240 poesie pubblicate
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Da tempo non ho più una sveglia ad uccidere trame di sogni; così scopro albe svezzate, già piene di mondo e caffè. Un tempo aprivo i cancelli ai lenti congedi di nebbie; guardiano di pigri risvegli, spegnevo lampioni e privè. Miravo ad un giorno lontano, gustando riposi sereni, ignaro d' ingordi rapaci in volta già verso di me. Ed oggi li vedo azzuffarsi su anguste carcasse di brame da me conservate a fatica negli anni, per gli anni e per me. A mute richieste reclamo, da questa finestra in affitto, che lascino almeno i frantumi, che non prendano tutto per se. Ma fauci grandi come la fame minacciano il mio ultimo atto; non resta che osservare la fine fingendo un elegante parterre.
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Daniele Piredda
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