La Musa

Si vanta d’esser vana realtà
questo mio tempo scarno
s’aggrappa alla solitudine
artigliando poveri sogni
fatti di gesti fermi
di sguardi vuoti
e di respiri ansanti
dal dolorante profumo di passato
tanto mi duole il mio compiangermi
che gli donerei
quella gioiosa memoria
dipinta come cielo stellato
fra le rughe del mio volto lontano
gli donerei il sorriso
sepolto tra le mie labbra mute
e quei lembi di credenze
rimaste sospese
quando nacque la tormenta
in questo mio universo tempestoso
gli donerei la mia Musa che danza
e la sua nera bellezza
nei lineamenti lesionati dal ricordo
dagli occhi come gocce di pioggia
che strillano come pianti
in quell’abito bianco
cucito con fili di mancate promesse
e tessuti di finte verità
gli donerei la mia rosa
ormai secca
stremata
picchiata dall’ultimo sole.
©
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L'autore
Turan
Commenti (3)
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Patrizia Ensoli26 novembre 2012
Quando le promesse mancate innondano la vita, il tempo scorre ed i giorni passano, ma lo squarcio di quelle speranze di quei sogni disillusi, restano intrappolati nel vortice della nostra esistenza... e a nulla serve il detto " il tempo farà il suo corso " si vive... si sorride talvolta si è pure felici ... ma la coperta tessuta ricoprirà per sempre il domani!!
Gentiana Marika26 novembre 2012
Donare al proprio compiangersi gesti e spezzoni gioiosi sospesi in memorie lontane ... oramai dissolte ai lembi della delusione ... Molto bella, colpisce e tocca questa vecchia Musa di nera bellezza!
Duilio Martino26 novembre 2012
Versi pregni di malinconia... davvero molto belli. Ottima la chiusa ...brusca e significativa.



