"La terra e le sue tracce"
Stefano Drakul Canepa
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segni di terra
e la speranza nera
di un ricordo
Ti dicevo sempre di tremare in controluce
anche se il desiderio conduce a valle,
proprio dove il petto non sa più temere
gli ibridi contesi fra la colpa e il cuore
Se le lacrime amare fossero state vane
non avrei taciuto tutte le mie stranezze,
le oscurità perdute fra le poche luci calde
e i dubbi neri in volo fra i tanti miei silenzi
Ti indicavo spesso la terra e le sue tracce,
i passi appena accesi all'alba dei ricordi,
forse qualche rovina dimenticata a sera
quando la luna spera d'essere ancora sola
Se le ore fossero state rive e piccoli sogni
forse non avrei incontrato fiumi in piena
ma solo campi arati dal ferro dei segreti.
Non è con i rimpianti che gli amanti volano
e neanche con le storie di mille notti ingorde.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Laura Maira30 novembre 2012
Struggente tra le domande che si pone questa bellissima lirica notturna e affascinante. La chiusa è spettacolare. C'è di più nel vero amore che unisce due amanti della mera passione e dei rimpianti. Complimenti, splendida
Garbofania2 dicembre 2012
Incantesimo di una notte intrecciata tra le braccia degli amanti. Tutto resta fuori e nel buio si disperdono i lamenti. Restano i corpi e le menti in questa danza gotica e romantica. Deliziosa come una favola, la Tua Poesia.


