Figli
Saverio Chiti
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Sono figli di questo momento
che avvertiamo fluir lento, verso quell’orizzonte nascosto
fra le pieghe di una vita, assai distante dalla realtà.
Non c’è luce sopra le nuvole e non c’è pace oltre il buio...
Li perdiamo nel silenzio dell’assenza di domande
e nell’ascolto di evasive risposte, che mai giungono loro.
Eppure, anche nostro padre era speranza e nostra madre sapienza
ma come loro, li abbiamo perduti entrambi nella circostanza
di un attimo mal vissuto.
È forse in questo distacco dell’imperfetto
che l’anima lor s’invola verso lidi sconosciuti
e persiste nella ricerca di ciò che era vita.
Intanto volteggiano a vista
verso il senso di famiglia,
in quella catena che li lega al fratello mancato
e consuma loro il cuore,
per un abbraccio dimenticato
sulle volute di un affetto, oramai perduto.
Sono figli di un destino che se la ride di nascosto
e non si addentra nel festino
...di perse immagini d’amore.
A loro niente e nessuno chiederà il conto da pagare
poiché tutto hanno dato, per vivere quest’esistenza
che i padri hanno sperperato, nel nulla!
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Il mare è immensa gloria, anche per chi crede d’essere solo acqua “ Non so se tuttora nuoto, e quindi ancora oggi vivo la mia ragione d’essere acqua, oppure il mio io trova rifugio nelle onde del mare, nel dubbio mi specchio in ogni pelago. Amo riflettere ad alta voce, mi aiuta a vivere il silenzio, nonostante spes
Commenti (1)
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Duilio Martino1 dicembre 2012
Bella e saggia lirica che analizza la situazione (almeno questo leggo) di figli che non hanno avuto e non avranno, quello che invece abbiamo avuto noi! Spietato ed opportuno mea culpa... generazionale. Molto ma molto bella!

