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Natura 1 dicembre 2012 · lettura 1 min · 1478 letture

Altezzosi fuochi

Salvatore Testa 323 poesie pubblicate
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S’ode il risveglio del vulcano e paventa l’umano essere laddove resta silente ed immobile al suo fascino. L’urlo della bocca squarcia il cielo fino ad uscir dagli inferi vorticose ed infuocate lingue. Anticamera infernale ove cupi i boati risalgono scuotendo la terra e il respiro. L’aria fonde e s’infiamma, mentre impetuosi i venti giungono come echi di battaglia.
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Salvatore Testa
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Commenti (5)

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Donatella Pezzino1 dicembre 2012

Affascinante e terribile, l'anima dolorosa del vulcano fa sentire la sua voce dalle viscere della terra, ricordando all'uomo la sua precarietà e fragilità di fronte alla furia degli elementi. Una lirica suggestiva e coinvolgente, che da catanese ho sentito mia dal primo all'ultimo verso.

Duilio Martino1 dicembre 2012

Ode alla terra di Sicilia ed al Vulcano... voce degli inferi che scuote la terra e gli umani!

Elle1 dicembre 2012

Calpestando quei crateri... pensavo la stessa cosa, a quello che sarebbe accaduto se un boato improvviso ci avesse colto di sorpresa. E l'atmosfera che l'autore ricrea in questa splendida lirica... mi riporta a quei luoghi e a quei momenti, al timore, al brividoooooooooo... Complimenti.

Giacomo Scimonelli2 dicembre 2012

suggestivi versi che descrivono la forza e l'ira, il fascino e la potenza del nostro amato Vulcano che nonostante tutto resta sempre impresso nelle menti di chi vive accanto ai suoi momenti di calma e di ira... versi apprezzatissimi

Rita Stanzione2 dicembre 2012

Che forza suggestiva! si sente il boato del fuoco che vuol trovare la via per esplodere. Piaciutissima poesia