Le notti di Belgrado

Si inerpica tra i pori
quel sapore di spezie calde
che mi porta la memoria
che evaporava dalla tua pelle affamata
mi avvolge
la giacente meraviglia dagli occhi bendati
quella smania di gesti
di sussulti capovolti
mi aggrava sul palpito
come il più tortuoso degli amori
a offuscarmi la quiete della mente
sono lontane le notti di Belgrado
e i pensieri mi arrivano ora
come cecchini
come colpi di mitraglia
sui muri
della mia instabile ragione
e non ho più udito
non ho più sguardo
solo il tuo silenzio
sa stupirmi ancora.
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L'autore
Turan
Commenti (2)
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Nino Vicidomini1 dicembre 2012
Si inerpica bene questo tuo testo poetico e vole ad una buona chiusa. Piaciuta e apprezzata tanto.
B
Bruna Lanza1 dicembre 2012
scuotere la quiete della mente, verso stupendo, complimenti

