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Sociale 4 dicembre 2012 · lettura 1 min · 1719 letture

Una storiaccia d'Italia (L'Ilva di Taranto)

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Manuela Mori 263 poesie pubblicate
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S' inganna il tempo tirando la sorte. Dal lancio esce sempre una croce buona solo alla pietra dei morti. Parete una novella da paura a noi spianti le fronti aggrottate, fra le pieghe, la carne e un'aria martoriate da un potere mai sazio di se stesso. Fra voi il dio denaro e il poeta, in alleanza antica, di corruzione e parola inconsistente, sono la muffa intorno al tronco che resiste, uomini che da vivi vivete la fama dei morti.
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La storiaccia maledetta dell'Ilva di Taranto continua senza che la politica riesca a trovare una soluzione. L'unica speranza arriva a noi e a loro, gli operai e abitanti di Taranto, da un'irrazionale speranza oltre il buio di una prospettiva di morte, da cancro o da fame per mancanza di lavoro.

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L'autore
Manuela Mori

Nata il 4 Luglio 1957, è sposata senza figli. Laureata in Lettere moderne presso l'Ateneo di Pisa, da trent'anni lavora presso un'azienda privata del Centro Italia, come responsabile del settore contabilità e bilancio. Scrive versi per diletto. Alcune sue poesie state selezionate dal giornalista Aldo Forbice per il co

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Commenti (1)

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Paolo Morganti4 dicembre 2012

Come siamo conciati bene, vero? Abbiamo fatto in una terra quale la Puglia che se irrigata non solo dal Liri- Garigliano ma da altre acque, avrebbe prodotto quello che la terra avrebbe rigogliosamente donato, invece che si fa? Si va li e si innalzano ciminiere si fanno cumuli di polveri sottili si diventa l'impianto più importante d'Europa produttore d'acciaio. Ma se ce ne stavamo sulle palafitte a vivere di pesca e di quello che era di tutti alla comparsa degli uomini su questo mondo eravamo tutti più sani e tutti meno poveri e meno morti di fame e cancro. Bella e condivisa.