"Niente da pronunciare"
Stefano Drakul Canepa
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nessuna bruma
sulle catene nere
a consolare
Lamine d'oro sulle nuvole in attesa,
il tramonto è solo ombra in divenire,
niente da pronunciare oltre la resa
del perdono fra le labbra a lente spire
Orizzonte a far da funebre ritorno,
cielo puro, ingordo, che non pesa
le danze ai sogni di un sol giorno
inatteso sulle brame di una pelle lesa
Quando sarà sera non avrò catene,
il mio lento inganno dura solo un'ora,
il tempo di un'aurora senza più pretese
Forse è solo la memoria di un automa,
ferro e cuore fermo al suo pregare
un amore già lasciato alla sua bruma
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Laura Maira4 dicembre 2012
Molto amara questa bellissima poesia, non c'è luce, ci si compiace piuttosto delle tenebre del cuore, delle brume e delle ombre, ricordando a tratti forse un amore perduto, come un automa che non ha più pretese. affascinante e di grande impatto, complimenti.

