Melanconia di un cammino

Silenzi e vuoto,
io cammino
ancora un poco,
non sono ancora
innanzi all'agognata meta.
Freddo, pungente mi riscaldo
solamente con l'anelito di fiato
che ancor mi rende viva.
Non mi rimane più niente,
mi sento quasi inerte,
la mia voce mi risuona quasi estranea,
vorrei solo non aver paura,
tutto mi sembra sempre più pesante e lontano.
Vivo giorno per giorno, ma c'è chi confida in me,
e io non so cosa rispondere, ho le tasche vuote,
le mani intorpidite, il cuore in grantumi
e una grande voglia di piangere.
Nessuno mi conoce nel momento del bisogno,
e io sono stanca di raccogliere bricciole.
Vorrei solo il tepore di una tranquillità
che sto bramando e mentre la cerco
l'avversità ostinata mi spinge lontana,
mi illude la vana fortuna di un attimo e poi
si ricomincia la solita vita, zoppicante.
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L'autore
Annalisa
Ho 49 anni, sono sposata, ho 2 figli. Abito a Lendinara - Rovigo, sono impiegata part- time . Pubblico in vari siti: - - - - Concerto di Sogni, Le perle del cuore, Galassia Arte. Alcune mie composizioni sono state pubblicate nell’antologia di "Scrivere 2006" .Nel 2006 ho partecipato al concorso indetto dall’Ass. ne N
Commenti (1)
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Alberto De Matteis5 dicembre 2012
A volte, nonostante ogni sforzo, ci si sente depressi, stanchi, tristi e non c'è nessuno o nulla che possa dare aiuto. Per cui si grida: "Nessuno mi conosce nel momento del bisogno". Eppure basterebbe una parola, un semplice sorriso per togliere quella malinconia lungo il cammino. Una bellissima riflessione molto apprezzata e piaciuta. Complimenti.
