"I sassi del fiume"
Stefano Drakul Canepa
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temo il mio male
i fiati maledetti
di un maestrale
Temo di te il perdono negato,
le tante albe in sogno distratto
e i giorni mesti, vissuti a traccia
fra le spire di una roccia incisa
Tremo i ricordi franati al tempo
il lento inganno delle cose scure,
i giuramenti morti delle lune nere
spenti fra labbra sempre socchiuse
I gesti che cullano il sale, i pensieri
che il vento ha già dimenticato
nel momento greve del tramonto.
Tutti i tuoi sguardi invisi al cielo
Ora menti discordia alla prima neve,
sempre che il gelo sia una cosa viva
non la parola di un mattino breve
gettato via fra i sassi del fiume
Temo di te il mio stesso male,
il fiato del maestrale alle ferite
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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elena rapisa5 dicembre 2012
Quell'atmosfera di totale sconfitta nell'ansito del timore,- paura che assale l'anima emana un fascino talmente perverso che crea beatitudine in chi si abbandona alla lettura. Dirti bravo sarebbe sminuirti.
Elena Poldan6 dicembre 2012
Maestria e abilità, eleganza e fascino nero di oniriche suggestioni, in una miscellanea che incatena l'animo a malinconie latenti. Bravo come pochi in un genere gotico che sai destreggiare e rimandare attraverso i riflessi del tuo tormentato sentire. Chapeau!!!


