"Flagelli di cera nera"
Stefano Drakul Canepa
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le gocce nere
sulla pelle che stride
un vento lieve
Flagelli di cera nera sciolti sul fuoco
per colare ansia sulla prima pelle,
demone alle stelle per non tradire
per non fugare dubbio alla sola neve
Gocce di petrolio calcolate a sale,
qui non è il grecale a soffiare notte
ma le nubi amare, figlie di ferite,
delle brume calde a sfiorar le spalle
Lingue di cuoio nascoste a ricamo,
forse teso morso finché luce trema
pallido diadema di rossori inconfessati,
non sono le estati a vagare controluce
Trine di cotone spinte ad esitare
strette fino all'orlo per non respirare
e se il vento trema appoggerò le labbra
giù fino nel fuoco che sale poco a poco
Acque scese al sole, non c'e più perdono
solo un contraltare di luna a temporale
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Duilio Martino7 dicembre 2012
Un Poetare sanguigno e particolarmente incisivo cha distingue questo Autore. Versi ottimamente stilati! Apprezzatissima!
Miriam Badiani8 dicembre 2012
Una prova d'autore, elegante ed armoniosa, di belle e originali immagini. Complimenti.


