La sedia vuota

Il mondo è foresta d'occhi ciechi,
dove gli uditi si uniscono,
all'unisono,
creando una schiera di solitudini impazzite,
vite senza recinti né filo spinato,
occasioni uniche di una sola notte,
di una sola sbronza.
Ci guidano i ciechi,
con i loro lunghi bastoni,
i loro lungimiranti consigli,
giù in fondo al mare,
dove vedere significa pentirsi
di non aver osservato il dare.
Tutto intorno è cieco,
dai muri sino a me stesso,
io,
che vomito parole,
proprio come sputo le mie disgrazie
sulla mia anima senza calore,
fredda e scomoda sedia vuota,
so che saprai sorreggere il mio dolore,
il mio dissiparmi che nell'eterno nuota.
©
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