"I torti sulle foglie"
Stefano Drakul Canepa
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è il mio silenzio
a morire le cose
di queste notti
Ora vuoi ascoltare le mie mille rovine,
il respiro e le fanfare perdute in questo mare,
ora vuoi vedere le tante gocce nere
cadute a temporale nel fiato del maestrale
E' in questo silenzio che vorrei morire le cose
quando non avrò più parole da consumare
ed il tempo si porterà via le lacrime
ed anche il gelo di questi giorni maledetti
Ora vuoi schiacciare i miei poveri respiri
i venti che tremano sul trono di dolore,
le notti tese a traccia d'acciaio e luna
la febbre che consuma sguardi ed altri eventi
E' in questo spazio che vorrei seppellire il cuore,
la pietra levigata dai cerchi intorno al fiume,
i rami in controvoce disegnano le ombre,
le morti, ali ingorde, i torti sulle foglie
la luce che consuma i corpi ed i lamenti
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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rita iacobone9 dicembre 2012
Toni forti e incisivi per esprimere una inquietudine interiore. Interessante la lettura
Duilio Martino9 dicembre 2012
Un schema preciso quello dell'Autore che rende molto. Egli predilige i toni sanguigni e forti. . Piaciutissima!


