"Le rocce sono croci nere"
Stefano Drakul Canepa
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antiche mura
nel lago del silenzio
e del puro oblio
Le mura del silenzio sono ignote,
ovattate pietre che il tempo conserva
come per magia fra le tante lune
mandate a consacrar le notti ignude
Il vuoto dei giorni di novembre
quando le rocce sono croci nere
e la nebbia dei campi abbandonati
non dà frutto né ombra immacolata
Fra le cose a lutto c'era il lago,
acqua morta pronta a consolare
l'oblio della terra spenta per dispetto
al cielo che diverge il suo cammino
Le note del silenzio sono vaghe,
tracce indistinte d'amore intatto
che i semi di una tenebra profonda
han consolato male fra le spine
Spire di distanza fra le ore,
il vento non ha voglia di aspettare.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Flavio Uldanc12 dicembre 2012
Il tuo scrivere, sempre ottimo e ben stilato... Fiorisce di poesia da ogni sillaba... Sempre magnifico Stefano...
Laura Maira13 dicembre 2012
Nessuno più di questo Autore riesce meglio a consacrare la notte e la sua oscura malinconia. Una grande lirica che veste i suoi toni oscuri nel rimpianto e nel ricordo del passato, facendo uso di splendide metafore. La chiusa colpisce tantissimo. Complimenti, molto ammirata


