"La dea dimentica"
Stefano Drakul Canepa
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le dee distratte
che ingannano le notti
e le illusioni
Cose di luna fatata a pretendere cielo,
se è la notte ad accogliere lo spazio
di un bacio a trasalir di mille morti
o se sarà il giorno coi suoi veli accesi
Aliti d'elleboro che tagliano il sentiero,
le labbra sono ali che tolgono respiri
e volano già uccise da un muto desiderio.
I ricordi sono nuvole in attesa delle spore
Passi d'argento nel suono di cristallo,
la dea dimentica di un sogno trema favole
e corde tese al fiume in un ricamo
nero più dei ritmi fragili perduti fra le valli
Rogge le acque, timide risposte al cuore
che meditano morte, liquide paure
fra gli abbracci dati in pegno ad un calore.
Le vampe sconsacrate sono fatui fuochi
Spente le stelle restano i giorni di sole,
gelido livore che tutto acceca e annoia,
la dea perduta ricorda ancora le promesse,
i tanti giuramenti incisi sulla pelle
Non sarà il mio cuore a fugare queste morti,
le ali son piegate, neri i veli,
sudari che il vento non consola.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Laura Maira13 dicembre 2012
La dea delle favole e delle promesse spezzate... Affascinante. Molto apprezzata, complimenti.
Elle14 dicembre 2012
Speciale lirica che intesse un linguaggio particolarmente caratteristico e ambientato in un'atmosfera persa tra fate e dee. Sentieri mistici... apparentemente dislocati su un corpo che nutre la fantasia dell'irreale trasformandolo a poco a poco... e donandogli "Vita". Poesia suggestiva che raccoglie emotivamente sensazioni miste... a catturare il senso del misterioso vagare... di ombre notturne. Dolcemente ricamata su tele ricche di sfumature, rievoca la nostalgia... "Spente le stelle... restano i giorni di sole..."... complimenti a quest'autore, ogni poesia, un luogo, un mondo...


