Triangolo
Sirene ad intermittenza,
luci fioche calate sui visi.
Io, ferma, immobile ai vertici
di un triangolo senza perimetri.
Io, ferma, immobile
agli angoli della vita.
Vetrine rotte, grosso fragore
s'intercala nelle ombre
degli spazi vuoti.
Un tenero bagliore bluastro,
su per il soffitto, ha disegnato sui visi
espressioni di simulato compianto.
Lo senti?!è dentro di te
anche nel loro sorriso costernato.
Come distinguere tra lui e te,
tra te e loro?!
Le urla sono già state versate,
le lacrime esaurite,
il parassita avanza dentro te.
S'appaga il calore distendendosi
in questi arti stanchi
d’abbracci mai giunti.
Mi paiono d’argento i frammenti
che colgo nell’aria,
pungenti come spilli quei sorrisi,
malcelata la mia triste smorfia,
prima dell’addio finale.
Le sirene suonano a gran voce
attraverso lo spazio d’una finestra rotta.
Nella luce blu che tagliuzza
fiocchi invisibili sui visi,
io resto qui, immobile,
che cerco di scorgere altre
trame in questo triangolo.
ma i dadi sono già caduti,
ed io rimango in questo letto d’ospedale...
Fosse davvero questa la cura
per inverni troppo ghiacciati,
per melma ingoiata a palate
e negli occhi sempre
una grazia divina,
ma dentro un inferno
progettato su misura.
Le sirene suonano,
ma voi siete già via...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!