Swarovski
Lunabionda Valentina Di Caro
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Se ne sta la morte
dentro un seme
covando prossime
ceree stesure
M'hanno apparecchiata
fra i cristalli più belli
col velo e la corona
come una santa donna
fra candelabri d'ottone
incensi e rosari
pastori pentiti
comari
Dove va la vita
quando non c'è più?
Dova vanno i più
quando persino una foglia secca
sopravvive
a due pagine asciutte di diario?
Oggi vedi frutta
ceste
acini trasparenti
e vasi vasi vasi
urne cinerarie
accanto al mio letto di legno
Domani le ossa appuntite
del melo
©
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Commenti (3)
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Duilio Martino16 dicembre 2012
Molto bella, induce a profonda riflessione. Speciale la chiusa..."le ossa appuntite del melo..."
EnzoL16 dicembre 2012
niente di più adatto l'immagine scelta, dove andiamo quando moriamo, coa resterà di me/noi dopo la morte? se perfino un frutto ritratto resiste nel tempo, che resterà invece delle mia ossa d'inchiostro... bella, le immagini il tutto
Francesco Rossi21 dicembre 2012
In questa poesia dove la tematica è impegnativa il verseggiare dell'autrice evoca immagini, ne coglie le assonanze e consonanze domandandosi e con rispetto chiude la poesia con consapevolezza.



