"Vento d'estate"
Stefano Drakul Canepa
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non sia scontato
che le mura reggano
e il cuore batta
Sempre che questa luna non graffi
e che la notte non sia un altro sudario
nero solo per le promesse tirate a cera
mentre il giorno esita ogni mia cosa.
Sempre che le mura reggano una luce
e che le nuvole scorrano pioggia
fino al limite della terra malata di tedio.
Apro le porte affacciate alla tenebra
Entrerà qualche anima impaurita,
forse pure tracce di nostalgia sbiadita
e qualche ricordo ritagliato ad arte
sulla pelle segnata dagli anni di gelo
Sempre che abbia voglia di ricordare
e che le dita non tremino una carezza,
una memoria sana fra tutte le parole
incise a sabbia sulla strada in errore
Se sarà un calore a chiedere speranza
forse aprirò l'orizzonte, lascerò le vele
fino al prossimo vento d'estate.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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elena rapisa17 dicembre 2012
L'inverno preme sulla mente, rimane lo sconforto di speranze deluse che restano sepolte nel profondo in attesa di un vento che faccia rinascere. Molto piaciuta come sempre

