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Amore 18 dicembre 2012 · lettura 3 min · 483 letture

Poesia Crudele

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Carla Klein 16 poesie pubblicate
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Il pensiero tuo mi avvolge. Nitida scintilla in un cuore di brace Mi chiedo in che modo tu possa mai darmi pace Mi abbindoli con gesti sciocchi Ed io annego nei miei malandati salini fiocchi. Ignori forse l’accelerarsi del mio cuore? Ignori forse il tuo insensato bisogno del mio amore? E amore dunque quel che mi chiedi? O semplice scambio di pensieri biechi? Quando sferri colpi con la tua lingua arguta Ti domandi mai il perché della repentina, malandata fuga? Fuga da cosa poi, turgido attore? Dal palato che bolle per il desiderio ardente? Dalle mani che anelano un bisogno crescente? E allora dunque dapprima le anneghi nei miei innocenti fianchi Poi le allontani, scomparendo dai miei affanni stanchi? Quanto durerà questa giostra di biechi tormenti? Tu non senti il bisogno di chiarezza? Non necessiti di una pacata carezza? D’un qualcosa che risistemi il guaio nel quale ci siam cacciati Quando angusti e tremuli a questo sentimento ci siamo abbandonati? L’hai mai fatto realmente di lasciarti trapelare da questo ingombrante gelo Oppure hai solo finto d’apparenza e abbandonato il mio modesto, fragile stelo? Cosa importa dunque se poi sfuggi dal mio tacito inganno? Dal mio gioco di sguardi e poi dal tranello del tuo danno? Ma poi cosa pretendere da questo mio animo funesto E dal tuo d'altronde, fermo, di fantasmi pesto? Ridiamo di ciò che è stato Balliamo su questa melodia sgualcita di suono Il bello del brutto del perso del gelo Che navigando stanco ci lascia persi in questo sfacelo Ci lascia naufraghi d’una tempesta muta Io grido nel silenzio della tua assenza acuta Che di imbarazzo e risa curva le mie giornate Che di tremore e rabbia abbraccia le labbra serrate Che di giustizia implora, che di beltà freme Anelando, dolente, che riemerga un briciolo di speme Che dondolando fra le buffa risa infette Si crogiola nell’astinenza, s’annaffia arruffando le braccia arrotolate, serrate, al proprio orgoglio strette. Se d’una poesia vuoi leggere la purezza Rivolgiti a Cavalcanti, a Guinizzelli, a Dante e discostati da tale incertezza Perché a vent’anni una donna non ha compreso l’arte dell’amare Né tantomeno del vivere, dello scrivere o del poetare Rivolgersi alle muse pare impossibile, né esistono modelli da cui giovare Mi sembra storpio il modo mio di cantare Mancandomi la cetra e le alte ruine Che d’un poeta forgiano le più intonate rime Perciò scostatevi da tale scritto La pazzia d’un istante, d’un essere da tale righe sconfitto.
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