Anelo alla meta
Le ultime grazie del cuore sono i petali delle rose.
Sprofondo nell'armonia delle piccole cose.
La libagione vivandiera della mia mezz'età,
gode del senso infinito dell'altera novità.
Sui colli eburnei della mia piccola celebrità,
viene il vanto e la fede nella mia libertà.
Odo lontano le musiche della mia melodia,
nel timore errabondo della malinconia.
E verso il silenzio in un otre profumato,
cosicché il mio presente non sia cadenzato.
La rupe della vittoria ha troppi spuntoni,
evitarli significa camminare carponi.
Nella violenza della fantasia tesso un elogio alla mia inclinazione.
Vago cosciente nella città e nella prigione.
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