Lettera a Cicetta
Che t’ho da dì, Cicetta mia adorata,
dentro a sto monno io nun m’aritrovo,
sento la tera tutta trasformata
riguardo a li valori è tutto novo.
Mò a contà so' solo li lustrini
le apparenze, fama, li giornali
pubblicità, er sesso e li quatrini;
se competemo er posto a l’animali.
Tu vola pure su sto monno ‘nfame
monno de paraculi e traditori,
quello che sembra pane nun è pane,
l’arcobaleni so' senza colori.
Monno ‘ndo li semafori de vita
se so' smorzati come le cannele,
l’umanità s’è come ‘naridita,
ar posto dell’amore ce sta’r fiele.
Quann’è 'a sera guardete a 'o specchio
e dentro l’occhi cerca quer rispetto
che t’ha ‘nsegnato questo poro vecchio
e porta ste parole dentro ar petto.
Tu vola pure, ma sarvete 'e ali,
mantieni sempre vivi li colori
abbraccia stretti forte l’ideali.
Er resto, lassa perde, so' accessori.
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L'autore
filiberto
Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,
Commenti (1)
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rita damonte21 dicembre 2012
e porta ste parole dentro al petto... parole veritiere in questa poesia dialettale composta dal Poeta. sensibilità d'anino nel voler mettere all'avanguardia dalle ingiustizie di questo mondo la propria nipote.
