Stanco di vedere
Angel Borda
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Batte strano il cuore,
caldo e umido si fa l'occhio,
stanco di vedere
il mio riflesso
negli innocenti sguardi
nati per un'esistenza
già loro negata.
Stanco di vedere
il mio riflesso
nel vecchio sguardo
vestito di stracci,
che cerca riparo
in un vicolo buio,
sperando che il freddo,
non si accorga di lui.
Stanco di vedere
il mio riflesso
nello sguardo
spavaldo e intollerante,
che, in distinto doppio petto,
ha il potere,
di guardare e non vedere.
Come effige ostenta
un gran sorriso,
pieno di falso rispetto
a beffa del poveretto.
Stanco di vedere
il mio riflesso
nello sguardo smarrito
di un figlio senza percorso.
Batte strano il cuore
con un senso di rimorso.
La verità...
si presenta cruda.
Nell'occhio del mio simile
vedo il mio riflesso,
perch'è non è nient'altro
che l'immagine di me stesso.
Siam tutti collegati
da un filo conduttore,
nessuno è senza colpa,
anch'io ne sono autore.
Resto a guardare
come estraneo osservatore.
©
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L'autore
Angel Borda
la mia biografia è tra le righe della poesia, nei colori di un dipinto, nelle note di una sinfonia. Io sono quel che penso, io sono l'espressione di una mia emozione.
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