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Riflessioni 22 dicembre 2012 · lettura 1 min · 1780 letture

Con la luna di dicembre

Nino Vicidomini 132 poesie pubblicate
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Dietro lamine d'ipocrisia le immagini del nascosto. Messaggi confusi in languide inedie. Il mare procelloso mi chiama con voce di gabbiano. Che mi rode non dico! Sanno amare partenze, repulsioni forzate, e ritorni al mio mare che sa essermi amico anche quando fa il mare. Con la luna di dicembre sono andato anelando riposo... Prima che la luce del giorno ferisca la nuove illusioni voglio bere la notte a tiepidi sorsi. Voglio spogliarmi di questi giorni che mi porto addosso uguali e continuare a morire consapevole di questa arcana appariscenza. Voglio gridare: - basta!... -
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L'autore
Nino Vicidomini

__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c

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Commenti (1)

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Angela Fragiacomo23 dicembre 2012

il nostro mare, l'inconscio, sa esserci amico, anche quando e soprattutto, fa il mare... procelloso, agita una coscienza, che sa! L'apparire così va stretto, in giorni uguali sfiancati dai gesti ipocriti... che la notte sveste... sì che viene l'insopprimibile voglia di fermarsi in quella notte per essere veri sempre, illusi di poter rimanere nudi... all'alba invece ci riveste nuovamente la consapevolezza d'una appariscenza che non si può eludere