Ricordi di Natale
A Natale le mie scarpe
erano sul focolare,
dovevano essere calde
per l'alba della grande festa.
Sotto il gelso curvo
là davanti alla stalla
il nonno aveva steso
della paglia e del fieno
su quel lettuccio gelido
con dei legni aveva fatto
un bue, l'asinello,
Maria e Giuseppe
un Gesù di pane
mia madre aveva là steso
e poi dieci piccole sedie
per noi figli e per loro.
Il tutto finiva al pranzo,
il bimbo Gesù
era nel mezzo della tavola
e finito di mangiare
si portava il bambinello
fra il bue e l'asinello
con le vecchie statuine,
poi si mangiava la torta
quella di Natale con l'uva dentro.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
Commenti (1)
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poeta per te zaza24 dicembre 2012
Nelle famiglie numerose, il Natale è ancora più sentito. E tenero, come il ricordo del calore del focolare che raggiunge anche le scarpe dei bambini per proteggerli dal freddo dell'esterno.
