"La solitudine del mare"
Stefano Drakul Canepa
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resa del mare
niente da abbandonare
a queste sere (D)
È la solitudine del mare,
danza fra le onde scure
che stringe memoria e aria
fra i capelli sciolti alla pelle
Sabbia lieve in volo nero
sulle attese di un tramonto
che sussurra vuoto al sole,
niente cuore nelle stanze
È l'inquietudine del vento,
soffio fra le ere del mondo
a svanire in un abbraccio
troppo lento, troppo stretto
Troppo forte per amare
le distanze e le ore perse
a tremare di un indugio
ciò che è stato e non sarà
Polvere d'oro sulla voce
a scemare lame e corde
teso lembo a verbo di chi sa
che una nave mai più torna
senza nuvola e tempesta
di una foglia.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Elena Poldan25 dicembre 2012
Malinconia e senso del perduto in versi elegantemente costruiti per una resa ammaliante.

