Il Senso Ultimo
Azar Rudif
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Forse, alla fine dei giorni
si scorge ciò che è passato
e di tutto appar misura e peso
Ch'è valso tanto correr
su per colli e lungo pianori
per rubar galline ai villaggi
e uova dai nidi d'aquila.
Cercar spasmi d'idee geniali
e seminare ideali tra i popoli
o mangiar concetti di filosofi
bevendo del senno degli avi.
Dissertar in secula seculorum
dell'angiol o dell'angiolessa
ove Dio meditava d'altri mondi,
e demoni contendevan peccatori
Simile a fiumi vedo.
Nuovi soli sorgono,
stelle si spengono,
astri nel nulla si disperdono,
nessuno misura del tempo
il suo silente correre.
Di considerar l'inutil razza
s'è annoiato questo spirito
nel mirar lo scorrere dei fiumi.
Son due fiumi
l'infinito
il nulla
a correr nel mare del senso ultimo
ove si fondono e scompaiono
come il pensiero di un Dio.
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (1)
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Moreno Tonioni29 dicembre 2012
Leggere le proposte di questo autore è da sempre per me ragione di piacere. Questa proposta di Azar è di struggente bellezza. L'autore incalza con brillanti metafore un narrato nel quale l'accadere tracciato dai versi suggerisce una visione entrospettiva a 360 gradi. Accarezzando lieve il sentire introspettivo dal quale esondano questi meravigliosi versi. Quanto corriamo e quanto rincorriamo in un volerci appropriare di questo "nulla" che ci lusinga con fare ammaliante, per poi lasciarci affondare le mani nel vuoto che gli appartiene?
