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Riflessioni 30 dicembre 2012 · lettura 1 min · 892 letture

Mani d'oro

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Lucillo Dolcetto 210 poesie pubblicate
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Quando una ne stringeva per ricambiar saluto, o della controparte per suggellar contratto: la mano di mio padre era pari a tenaglia, tant'era forte la stretta. Tutto un callo, il palmo era come indurito cuoio; scuro il color del dorso perché dal sole arso. Il lavorar nei campi con falce, zappa e vanga; l'impugnare l'ascia per ridurre un tronco che fosse atto al fuoco: ogni dì quanto faticare dal sorgere del sole al suo tramontare. Erano pesanti nella sculacciata, ma leggere come brezza quando facevan carezza. Quando, in età avanzata, non più a faticare atte, parean miracolate nell'intagliar il legno: spuntava, allor, l'ingegno e vere opere d'arte potevi ammirare.
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Lucillo Dolcetto
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