"I girasoli"
Stefano Drakul Canepa
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i girasoli
sul bordo della strada
negano sogni
Mi hanno detto che ti chiamavi Alina,
il gelo del cemento sulla strada
non era che ombra e vuoto indefinito
sul bordo dei lamenti alla gramigna
Le sere che tremavi erano abissi
e quelle notti solo stelle incise a fuoco
sui pugni stretti a forza dalle albe,
prigioni dove il sole non ha cuore
Mi han detto che sei morta nel ricordo
dei campi disegnati sopra al grano
e i boschi ancora gridano il tuo nome,
fratelli ignari del tuo scuro cielo
Le lune che tu amavi erano stelle,
nuvole aperte nel segno del clamore
fra le parole inutili ed i destini ciechi
che a volte si perdono nel vento
Mi han detto che sognavi di tornare
fra i girasoli che attendono l'estate.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (3)
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Chiara Vacchieri31 dicembre 2012
Mi han detto che i girasoli si voltano a guardar la luce negli occhi, ma ce ne sono alcuni che come Alina si spengono allo spuntar del giorno... per morire con l'inizio dell'estate: la stagione del cuore che secca per l'insostenibile arsura che uccide il sole tra i lamenti della gramigna. Bellissima.
elena rapisa31 dicembre 2012
E' un canto trasfuso di melanconica dolcezza. I girasoli che cercano la luce si voltano al ricordo della dolce Alina. Poeta che sempre colma gli occhi del cuore con visioni dipinte nel sentimento. Cullano quella segreta malinconia che impregna l'essere.
Tonia Fracella1 gennaio 2013
Come sempre la tua poesia è unica, si distingue per il contesto profondo e struggente. Versi toccanti densi di malinconia, un delicato pensiero rivolto ad Alina.



