Le prime righe dell'Anno
Lena Orfeo
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Tocco le prime righe dell'Anno,
i colori li ho lasciati alla notte.
Un sorriso,
una bottiglia ansiosa,
il suo stapparsi da sola
trenta secondi prima della fine.
I fuochi bizzarri e al di fuori.
Le energie imperano,
hanno molta più fantasia.
A noi
la collisione, le scadenze,
alla vita
il rosa sfumato
la fronte bianca d'un cavallo vicino.
Il mio non raggiungerti
dopo tutti gli sforzi,
il bacio improvviso
il più vero dell'Anno.
Neanche la lontananza
frammenta il tuo volto.
I nuovi propositi,
il risucchio,
l'impedire al grigio di entrare,
al nero di restare
razzolano
come pennuti nel giardino
del primo bagaglio mattutino.
Dell'oggi conservo l'amata lezione,
dei tuoi occhi che scivolano via
per inerzia o distrazione
l'incanto e il colore,
di domani non so
ma c'è tutta la percezione.
©
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L'autore
Lena Orfeo
Commenti (1)
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Sara Acireale2 gennaio 2013
Anche durante "le prime righe dell'anno", una sottile nostalgia assale l'animo per l'immagine di un volto amato che si rivede sfumato dal tempo con gli occhi della nostalgia... Un poetare raffinato quello della poetessa... particolarmente apprezzata questa lirica che "scivola" nel cuore per la sottile malinconia, la delicatezza nell'esporre pensieri ed emozioni

