Naufragio di assolo di bonghi
Poi si riempì di silenzio
quella stanza senza inverno,
cadde disegnata da una biro
la pioggia, invase quel vuoto,
fu come un bacio dato alla morte
leccare le ossa di un ricordo
che non ha più cuore,
note disperate di poesia si spensero
come occhi di viole in un vaso di ghiaccio
pagliaccio che non sono altro,
io che canto l’amore perso
o forse solo immaginato
in un naufragio di assolo di bonghi
per i vicoli stretti di un giardino stempiato.
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L'autore
Psr125712 A
Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi
Commenti (1)
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Angela Fragiacomo3 gennaio 2013
un canto ben stilato, seppure per un amore forse solo immaginato, ma capace di comporre note di poesia, immagini nitide, metafore calzate a pennello
