Incesto
Intenso dolore
puntuale come vento freddo che spira
pensante come la ragione dei Lumi
fumante come la minestra contro la sua bocca
nascosto
sul nuovo amore dell'orfanotrofio famigliare.
Spaventato dalla paura, striscia dove il sole non splende neanche.
Brividi di freddo?
Il corpo non fu mai trovato,
la testa a un miglio da qui, accanto agli ingranaggi della menzogna.
Udiamo la stupidità e il contagio,
guidiamo a luci spente attraverso lo smog della libido.
Era difficile da trovare, dimentico,
non importa ma adesso siamo qui.
Brucia dentro la fonte la preoccupazione per le tue piaghe aperte.
Poesie di candele, specchi rotti.
Fallo ancora!
Mi piace il mio nobile io sgradevole.
Sono così felice ed eccitato perché ho redento il mio seme germinale psichedelico.
Per quanto me ne importa non ho paura del piacere inesauribile.
Oggi nella mia testa il mio corpo respira e danza leggero intorno alla mia volontà
La primavera ti cambia umore con la sua pistola,
la tua ghiandola riproduttiva è l'unica a cui piacciono tutte le poesie carine,
tenera frutta-natura livida e puttana...
Lamento di un bambino venduto,
schegge di una vecchia memoria.
Devo fuggire dallo splendore dei nostri fantasmi,
labirinto-immondizia.
Nido di sale.
Sono nato.
Schiuma.
Acqua di mare.
Seppellito.
Unico destino.
©
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Commenti (2)
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A
Angeloantico7 marzo 2007
... è difficile qualunque commento Domi, ma la si legge con un gran peso dentro il cuore...
L
Lotus7 marzo 2007
tema piuttosto complicato... devo dire che l’hai trattato sentitamente... si percepiscono chiaramente la rabbia, lo sdegno e una sorta di brutale rassegnazione...