Prepotente il 2013

Era notte, quel
duemila e dodici macilento
di paure e intrichi si inabissò; gli
spari e i giuochi d’artificio, la
speranza mi spalancò
il cuore.
Prepotente
fu quella notte, in quella
immagine di soave speranza;
il duemila e tredici, entrò con
sagacia, rese schiava la
sventura.
Spunta il sole
nel duemila e tredici, “se la
politica ascolta il cielo;” si trova
l’orizzonte e il sereno, dove la
famiglia riprende il suo
ruolo.
L’egoismi
e le sue evoluzioni, che
ci sono state dell’anno... muore;
rimangano le transazioni, dove
l’uomo si esprime per dare
un valore.
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