Né sorriso, Né pianto -vita della signora "Trex"-
Faceva da mamma
ai suoi fratellini
mentre sua madre
era nel campo,
quattro o forse cinque
soldati allo sbando
la violentarono,
la sua famiglia
lavò la "vergogna"
portandola in manicomio,
poi le nacque un figlio,
glielo tolsero
il giorno che è nato,
diventò un vero signore
quel figlio che assomigliava
solo a sua madre,
ma lei non lo voleva vedere,
la domenica la si mandava
da sola in giardino
perché lui da lontano
la potesse vedere,
ma aveva la morte in corpo
quel distinto signore
e sul letto del trapasso
chiese di lei, della madre,
l'infermiera le disse: "Lui ti vuole,"
ma lei rispose:
"Mi hanno spaccato il cuore,
non ho né sorriso, né lacrime
e non posso essere mamma,"
sentendo queste parole
il figlio disse la sua ultima:
"Capisco" e chiuse gli occhi
alla luce opaca di questo mondo.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
Commenti (3)
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Cristina Khay8 marzo 2007
I tuoi testi spesso mi raggelano... perché specchi di realtà vera e vissuta... Scrivi in versi molto narrativi, eppure secchi, taglienti d'emozione. Piaciuta molto
Zima8 marzo 2007
stringe il cuore e cancella ogni sorriso... ma è bello pensare ke da una violenza possa nascere cmq la voglia di aiutare gli altri!
S
Sam8 marzo 2007
anche se le rime non sono sempre seguite questo non toglie carattere e bellezza alla tua poesia

