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Satira 7 gennaio 2013 · lettura 2 min · 1211 letture

Loro no

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raffaele marchi 24 poesie pubblicate
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A chi almeno una volta sentì il nulla picchiare alla porta ed il suo tempo agonizzare dentro un imbuto di sconforto utile come un defibrillatore su un corpo già da ore morto, così solo da chiedersi se la folla non fosse scenografia di cartone e bramare di Pigmalione la filosofia per poi gettare l’estetica nel bidone, sfiorato e spesso preso dal bisogno di infierire su qualche organo prescelto convinto di catturare nel viso quel sogno che tanto fomenta le platee all’ascolto, ripiegate delle vite gli arazzi nel cassetto dei vizi e delle manie, e sappiate, ci sono persone che vantano ben più dolci biografie, ostacoli e contrasti sorvolano con grazia vecchiette cariche di spesa sulle strisce nelle scelte applicano la stessa burocrazia amicizie tessuto del divano e larghe cosce, della didascalia han fatto un onore disdicono dentisti e perfette storie d’amore buttando lì la scusa di un raffreddore, salvano del proprio corpo lo scontrino invano quasi che un giorno dovessero affittarlo a un asmatico guru dal sapore tibetano, del dolore sul viso non hanno minima traccia ma se di un paio di braccia hanno il sentore son subito pronti a liquidare il tuo con ardore, pensieri di morte non li sfiorano neanche e a volte mi chiedo se non sia troppo forte invocare la loro in ginocchio alle parche. Ma non fate così, non vi abbattete, la fede, mi raccomando, non la smarrite, mentre voi sarete ancora qui dal fascino perenne del nulla ammaliati a bere le turbe in empi soliloqui, loro, placidi avvoltoi di plastica ammantati, non mancheranno di vegliare su di voi, anche solo per dire, con tono indignato, -hai visto, le ire ed i tarli, dove t’han portato? Eppure io, di ignorarli, t’avevo avvisato!
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raffaele marchi
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Commenti (1)

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Nino Vicidomini7 gennaio 2013

Logorroica mente. Troppe parole per una composizione da chiamare poesia. Comprendo il tuo sfogo; tu perdona il mio.