Labbra
Lunabionda Valentina Di Caro
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sugge già il neonato
null'altro sa fare
e poi urla
per suscitare
compassionevole cura
di baci
tondi come capezzoli
ai quali con le labbra
s'aggrapperà da uomo
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Commenti (3)
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Nino Vicidomini8 gennaio 2013
Lungimirante questo tuo testo. Un miraggio tremolante; valida nel suo insieme. .
Francesco Rossi9 gennaio 2013
Breve ma intensa poesia che solo da un nobile animo poteva scaturire per essere poetata.
EnzoL9 gennaio 2013
cosa altro aggiungere a questa piccola perla... una riflessione tanto vera quanto bella estasiato



