Sogni infranti
Amara la realtà che senza maschera
colei mi svela che per tanti anni
passione, amore e poi disperazione
in me destò, e sogni interminabili
di vivere con lei una nuova vita;
sfatto il corpo così desiderato,
sviliti i suoi pensieri, ora ridotti
a opaco corollario di esistenza
gretta e conchiusa tra banali impegni,
chi sei? per te ho rischiato la ragione?
e poi la vita? e mi sembravi in tutto
irraggiungibile e lontana come
algida stella? Quale strano inganno
mi traviò sì fuori del mio senno
che pure acuto mi vantavo avere?
Adesso è tardi ed anche il disinganno
ormai non serve più per liberarmi
dal rovello diuturno ma soltanto,
come m'avvedo, mi sottrae un pensare
col tempo fatto abito mentale
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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