Settima Essenza
Luca Ventura
83 poesie pubblicate
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Vidi un uomo zavorrato dalle sue paure
lo vidi legato polsi e piedi dai ricordi
tacito si lasciava divorare dai rimpianti
Risi di lui schernendo la sua condizione
impietoso lo guardai con mero disprezzo
credevo di scrutare, ignoravo di specchiarmi
Si aprì la coscienza sulla mia infermità
capii d'esser sordo in un mondo senza luce
volsi lo sguardo all'anima fingendo d'ascoltare
E' chiaro del destino il giocare con la vita
il tempio di Apollo è ormai spoglio di tesori
non sibille ma menadi che danzano frenetiche
E' il battito del cuore donato all'incosciente
si aprono i miei occhi intravedo le tre erinni
capisco il vile gioco sorrido alla coscienza
Oscure figlie di Cromo e di un raggio di luna
arresto quel gioco di sussurrate menzongne
sorrido al destino, m'è chiaro il suo disegno
Si spezzan catene, s'incendiano le corde
ormai del vantaggio v'è solo il ricordo
tirasti le corde sussurrando il mio nome
E' la forza che scorre nel cuore mio nuovo
dal plasma Efesto ha forgiato dorata corazza
fornendomi l'arma, i miei nuovi sorrisi
Sorrido alla mia vita, felice del presente
non cerco nel mio ieri, ormai sogno il domani
è futuro che si innesta nel cuore mio rinato
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L'autore
Luca Ventura
Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli
Commenti (1)
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Elena Poldan8 marzo 2007
Come sempre nei tuoi testi è presente il mito (di cui mostri d'avere una padronanza assolutamente non comune... ) per esprimere, attraveso allegorie, i multiformi aspetti dei tuoi stati d'animo e ci riesci benissimo, devo dire. Anche se preferisco il verso più libero e leggero, nonché leggiadro... very compliments

