Il Dies Irae del saggio geranio
Ecco,
singolare attimo di piacere funesto,
tempestato di agonia,
calunnie verso dio,
rigidità di un solo lato,
dell'anima cruda
e delle intemperie personali
volute dal fato.
Ho versato le mie parole,
come appiccicosa sangria,
sul cammino senza tempo
dei gerani
che mirano atterriti la vita dell'uomo.
Egli così goffo
nel voler essere il migliore,
ed il geranio ride,
perché sa
d'essere solo un fiore
e che d'inverno finalmente muore.
Questa la sua beffa,
che vince e pone pace
agli sconfitti umani
che la morte devono vivere
lungo l'intera vita,
come bottiglie da svuotare.
©
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