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Amicizia 13 gennaio 2013 · lettura 1 min · 1095 letture

Novella di paese (sonetto minore)

antonio alberto fiorino 128 poesie pubblicate
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Quando ancor bambino buttavo l’occhio all’orto vedevo di “Peppino” il grande naso storto Tra galli e ravanelli dondolando incerto grugniva coi piselli ma era grande esperto Gli risi quasi in faccia a rivoltar letame mangiava la focaccia in mezzo a tal bestiame Gli dissi “ciao Peppino” son figlio di Guglielmo il vigile ... “Fiorino” e abito di fronte “Vien qua” mi disse serio “aiutami a spalare” e poi con tono imperio si mise a canticchiare “Vorrei ma devo andare mi chiama mamma mia è pronto da mangiare ci stà pure mia zia” Si apprestò poi lesto un paio di zucchine con certo fare mesto mi mise tra le mani Così frequente andavo nell’orto di Peppino un aiuto poi gli davo se tanto gli garbava Sembrava a volte arcigno ma burbero non era voleva esser cigno ma era una chimera Non era maritato non aveva figli da solo li viveva con i suoi conigli Gli volevo bene pur se aveva il piglio da quel dì mi aveva amato quasi come un figlio
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I piaceri e i dolori dei ricordi del passato come l'amore, l'amicizia, l'affetto e i distacchi,...forgiano le anime e il carattere e inducono l'esperienza alle massime consapevolezze della vita...29 maggio 2013
L'autore
antonio alberto fiorino

Nasco a Maruggio(TA) il 6 novembre 1956. Mio padre, per molti aspetti unico mio punto di riferimento muore prematuramente quando avevo 13 anni. Dopo il trasferimento a Taranto e varie vicissitudini e sofferenze sia affettive che familiari, mi arruolo nella Marina Militare. Compio una lunga carriera da Ufficiale sia a b

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Commenti (1)

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Alberto De Matteis13 gennaio 2013

Doveva essere proprio un bell'orto quello di Peppino, come purtroppo, oggi, ce ne sono davvero pochi. Bella poesia, allegra e musicale. Complimenti.