Sui dischiusi declivi del monte
Nino Vicidomini
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Eccomi
a riannodare lembi di memorie
adesso che slarga gli opali,
in tremiti inquieti, il ridursi del sole.
Intrigante, ai confini dell’anima,
un virtuale di fievoli luci
lambisce silenzi dopati
sino a offuscarmi caldamente
gli occhi.
Un’aria sconosciuta
filtra grovigli di ansie
in sospiri di attesa
e tacciono momenti d’incertezza.
Nella scorza del noce
ho celato i più teneri intenti
di nivea purezza
seguendo le note vibranti
di un sogno bambino.
Così nuda la sera che avanza
sui dischiusi declivi del monte
varca anfratti rocciosi,
spande ambrati profili
e viene a ridestare fremiti sopiti
il potere infinito dei ricordi.
©
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
Commenti (1)
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Alberto De Matteis14 gennaio 2013
Molto bella e suggestiva l'immagine del riannodare lembi di memorie, dove si possono scorgere tutti i ricordi del passato e tirare le somme. Lirica molto apprezzata e piaciuta.

