Un sapere immoto

Tu sai, oh quanto sai del sole,
del cuore, dell’inizio di un amore,
della sua resa, della difesa di una bandiera,
dell’aborto di una vita nel cesso,
di un pagliaccio che deride se stesso,
per non parlare del sesso e di ogni amplesso,
sei come una cassa che amplifica il suono sdrucciolo
di ogni dubbio nel fitto di un bosco in cui mi aggroviglio
e mi ritrovo senza appiglio.
Ora, se sai e sei,
svelami l’ultima pagina di un libro mai letto
dimmi quanto pesa il riflesso delle stelle negli occhi di un reietto
fammi il dispetto di tacere il trucco del mago
dammi il piacere di bere un bicchiere d’ignoto
che farà da antidoto ad un sapere immoto.
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L'autore
Psr125712 A
Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi
Commenti (1)
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giulia angela15 gennaio 2013
Che dire, molto leggo di questo autore. Bella ma di un bello che fa male, mi piacerebbe leggere di questo bravo e giovane -vecchio autore versi aerei come voli delicati di farfalle. Un augurio gentile.