Un tic tac continuo
Gianpiero De Tomi
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Domani nuovamente lavoro.
Un tic tac continuo
un meccanismo che sorride
la sua opacità nella luce
la sua luminosità
di un punto lontano.
Continuo a pensare
alla vicinanza saltuaria
ed alla lontananza continua.
Ad assurdi legami
drammaticamente instabili
dal pedigree falsato
incisi nella pergamena scaduta.
La realtà del dolore
che ha sempre una consistenza
quando pesa come un intero mondo
sulla schiena piegata.
- Atlante sarà la metafora
delle voluttà ed estasi umane
contrapposte alla drammaticità
di una lenta e dolorosa entropia? -
Ma Eracle questa volta
non mi presterà la spalla
e decisioni estreme
e mancanza di decisioni
tempo scontato
e mancanza di tempo
fantasia e pragmatismo
sposati in un tragico connubio.
Ambivalenza e chiarezza d'intenti.
Perché ingannarmi?
Mi dannerei nell'eternità del nulla
per quella carezza dall'odore
d'erba che cresce lungo un fiume.
In fondo è un piccolo desiderio
nell'indesiderabile quotidiano.
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Gianpiero De Tomi
Commenti (1)
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poeta per te zaza15 gennaio 2013
Non è il contesto giusto - Amore - ma lintrospezione e riflessioni di peso in questa poesia. Complimenti all'autore.

